domenica 20 dicembre 2009

Visita al Museo Egizio

Quali le parole migliori per descrivere una bella giornata?
Forse proprio quelle di chi l'ha vissuta.
Quindi, oltre a poter sfogliare un nuovo album fotografico(nella parte destra del nostro Blog), con alcune delle fotografie scattate all'interno del museo, ci faremo accompagnare dal "tema" di Luca e da un disegno di Davide Pov.
La scelta è ricaduta su di loro in modo assolutamente casuale: tutti avrebbero meritato ma ... lo sappiamo: lo spazio e il tempo sono sempre ridotti!
E ora: via ai commenti!
Davide Pov.

VISITA AL MUSEO EGIZIO

Il 10 dicembre 2009, con la mia classe, sono andato al Museo Egizio.

Era una giornata molto fredda, abbiamo preso l'autobus e, dopo molte fermate, siamo scesi in centro.
Per andare al Museo Egizio abbiamo attraversato Via Roma che era piena di luci scintillanti.

Quando siamo arrivati abbiamo fatto merenda ed abbiamo aspettato l'arrivo della guida, Riccardo: dopo poco è arrivata e ci ha spiegato che, in età preistorica, gli Egizi venivano messi rannicchiati nelle tombe e ce ne ha fatta vedere una a parallelepipedo.

Abbiamo visto le tombe di Epoca Antica, i cui sarcofagi erano fatti di legno, mentre la statua di Ramesse II e altri due sarcofagi erano dell'Epoca Media.

Abbiamo osservato anche una tomba perfettamente conservata, quella di Kha, costruita in modo tale da non essere saccheggiata dai ladri.

In alcune tombe c'erano le mummie di persone e di animali: quando i corpi degli animali si danneggiavano, venivano riparati con la paglia.

Finita la visita, siamo usciti e siamo andati a mangiare i nostri panini in una piazza vicina al museo: c'era un gruppo di piccioni affamati a cui abbiamo dato da mangiare le nostre briciole.

Nel pomeriggio, tornati al museo, abbiamo seguito un laboratorio dove ci hanno insegnato a scrivere come gli antichi Egizi, con esercizi sulla carta, sulla terracotta e sul papiro.

Alla fine del laboratorio siamo tornati a scuola.
Luca S.

martedì 24 novembre 2009

Riassumiamo il riassunto

A cosa serve riassumere?
Riassumere un testo significa "togliere" degli elementi al testo originale.
Con il riassunto si perde qualcosa, dunque?
Certo...ma si guadagna la possibilità di possedere uno scritto semplificato, pronto per essere riletto velocemente e pratico da memorizzare nelle sue "parti" fondamentali.

Il segreto del riassunto sta nel mantenere ciò che è necessario e tagliare quello che non lo è.

Per fare bene un riassunto dobbiamo:
- Leggere bene il testo, comprendere bene il suo contenuto ed il significato delle parole (altrimenti usare il vocabolario)
- Dividere il testo in sequenze
- Dare ad ogni sequenza un breve titolo
- Scrivere una frase per ogni titolo, cioè per ogni sequenza, utilizzando domande guida:
Chi? Cosa fa? Dove? Quando? Perché? Con chi?

- Rileggere il testo per togliere le ripetizioni e per unire le frasi, se serve, con le parole-legame.


Ricordiamo che:
- nel riassunto si usa soltanto il discorso indiretto
- il riassunto è scritto sempre in terza persona

sabato 7 novembre 2009

Il diario

L'uso del diario è utilissimo per svariati motivi.

Non stiamo riferendoci al diario scolastico ma a quella particolare tecnica che ci permette di "parlare con l'inchiostro", utilizzando la scrittura al posto delle parole.

Il diario ha lo scopo di ricordare avvenimenti, persone, ma anche quello di dare sfogo ai propri sentimenti, alle proprie riflessioni personali.

E' quindi un testo SOGGETTIVO che riflette la personalità di chi scrive, perchè la realtà è come filtrata dai sentimenti e dalle sensazioni.

Scrivere una pagina di diario è un po' come scrivere una lettera ad un amico immaginario.

"E' aprire il proprio cuore in ogni sorta di cose perchè la carta è più paziente degli uomini!"


Guardate allora, cosa ha raccontato con l'inchiostro il nostro compagno Francesco.

Il tutto è stato corredato da una bella fotografia che lo rappresenta con gli amici.

UNA BELLA GIORNATA

Sabato sono andato ad Alba alla fiera del tartufo bianco e ho comprato il salame al tartufo.

Al pomeriggio invece ho fatto il chierichetto e ho stretto la mano a Don David.

Poi alla sera ho festeggiato Halloween facendo "Dolcetto o Scherzetto?" nel mio palazzo con i miei

amici e mi sono divertito molto.

Francesco

giovedì 22 ottobre 2009

Oggi: educazione motoria


La maestra Giusy che condivide con noi piano ed interclasse, ci ha ispirati per un'attività veramente coinvolgente.

Ecco il testo regolativo che ne è uscito:
PALLA TESTIMONE
Gioco a squadre
WHO (Chi) Due squadre composte da almeno sei elementi
WHAT (Cosa) Gioco di squadra dinamico e coinvolgente
WHEN (Quando) Dopo il dovuto riscaldamento preparatorio
WHERE (Dove) In palestra o in altro luogo ampio
WHY (Perché) Imparare a partecipare attivamente ai giochi sportivi e non, collaborando con gli altri, accettando la sconfitta, rispettando le regole, assumendo comportamenti adeguati per la prevenzione degli infortuni e la sicurezza nei vari ambienti di vita non solo scolastica.
Occorrente: due palloni, due spalliere.


Svolgimento: vengono estratti due capisquadra, cambiandoli ad ogni turno di gioco.
I due scelti chiameranno, a loro volta, i componenti della propria squadra, scegliendoli tra i ragazzi del gruppo restante.
A termine di ogni spalliera verrà posizionato un pallone.
Il caposquadra partirà correndo, salirà in cima alla spalliera, posizionerà la palla nella parte sporgente, scenderà nuovamente in campo ed andrà a toccare la spalla del secondo componente di squadra. Quest’ultimo farà l’identico percorso, impossessandosi di nuovo del pallone e passandolo al terzo che rifarà il tragitto del primo componente. Il gioco terminerà quando, una delle due squadre, sarà nuovamente arrivata al turno del “capo”.

REGOLIAMOCI CON LE REGOLE

E’ permesso:
- tifare in modo adeguato (permettendo ai compagni impegnati la giusta concentrazione);
- salire saltando qualche piolo della spalliera;
- tenere il pallone come meglio si reputa di poterlo fare (mani, braccia, collo);
-cercare di ottimizzare i tempi tirando il pallone per posizionarlo al giusto posto (consideriamo che è un rischio: potremmo risparmiare tempo o farlo cadere e sprecarne moltissimo!);
-scegliere i componenti della squadra per “strategia” sportiva e non solo perché si è amici;
-divertirsi.

E’ vietato:
-tifare a volumi pazzeschi, rotolandosi a terra per l’entusiasmo;
-scendere saltando qualche piolo;
-lanciare il pallone al compagno di squadra;
-farsi passare il pallone quando, a causa di tiri azzardati, lo si è lanciato in posizioni non favorevoli;
-scegliere i componenti della squadra solo perché si è amici;
-farsi male (!)

Vorrei complimentarmi con tutti i miei ragazzi di quarta A:
adeguati ed attenti, proprio questo pomeriggio hanno lavorato ottenendo risultati eccellenti.
Forse l'effetto della carta a T comincia a farsi vedere?

La carta a T

Costruire una " CARTA a T " con i bambini significa preparare una tabella come la seguente, sulla quale -nella parte alta- viene indicata l'abilita' sociale che si intende insegnare, definita attraverso i comportamenti verbali e non verbali che la descrivono.
E' necessario che i comportamenti elencati nella tabella siano espressi in modo specifico, oggettivo ed osservabile.

E' indispensabile che tutti i bambini della classe riconoscano l'importanza dei comportamenti elencati, per raggiungere l'obiettivo comune.


Noi abbiamo cominciato ad adoperare le carte a T nel nostro percorso di storia, svolto in "atteggiamento cooperativo".
I risultati? Spesso sorprendenti: un allievo consapevole del proprio percorso, condiviso con la classe, è senz'altro un ragazzo con una marcia in più!

domenica 18 ottobre 2009

A proposito di libri ...


Sapete cos'è "la quarta di copertina"?

Si chiama così il retro del libro, dove solitamente troviamo un breve riassunto ed il prezzo del volume.

Ecco la quarta di copertina de "Il barone rampante"!



mercoledì 7 ottobre 2009

Ma l'inizio? L'abbiamo perso?

No, no...c'era la pioggia, come al solito! Ecco la consueta fotografia con "ripresa aerea"!


Anche la classe vi aspettava!

E voi?



Davvero degli splendidi...ragazzi!!!